Storia

Castelseprio

Castrum Sibrium, situata tra un altopiano e la valle del Fiume Olona, fu roccaforte militare sin dal tempo dei Romani, passata poi ai Goti quindi ai Bizantini, ai Longobardi e infine ai Visconti.

Nel 1287 per ordine di Ottone Visconti, signore di Milano, Castelseprio fu distrutta ad eccezione degli edifici religiosi, tra i quali la chiesa di S.Maria Foris Portas, edificata tra il V ed il IX secolo ed ora proprietà della Provincia di Varese. Autentico gioiello d’arte longobardo-bizantina, l’edificio, ora sconsacrato, cela al suo interno forse la più antica espressione pittorica del nostro territorio. L’artista ignoto dipinse nell’abside le storie della Vergine narrate secondo i Vangeli Apocrifi. 
 
Nella zona archeologica solo negli anni ‘50 si iniziarono ricerche e scavi che hanno portato alla luce resti del castello e delle torri, parte della basilica di S.Giovanni Evangelista con adiacente cisterna e campanile-torre, un piccolo battistero con due fonti battesimali, una chiesa dedicata a S.Paolo e i resti di un convento tardo medioevale.

Il borgo di Castiglione Olona

Il borgo di Castiglione Olona, denominato “Isola di Toscana in Lombardia”, ha origini antichissime. Fu castrum romano, quindi villaggio conteso dai Visconti e dai Torriani che a lungo si combatterono per avere il predominio su questo territorio posto lungo le rive del Fiume Olona.

L’epoca rinascimentale fu il periodo di massimo splendore di questo luogo dovuto alla presenza ed alle iniziative particolarmente illuminate del Cardinale Branda Castiglioni, quindi, dopo una lunga decadenza alla metà del 1800, grazie alla laboriosità e all’ingegno della famiglia Mazzucchelli, Castiglione Olona divenne il primo polo industriale della nostra provincia.

Centro storico di Castiglione Olona

Edificio con pianta ad U, composto da due corpi di edificio ben distinti con il lato libero rivolto ad oriente ed aperto su un vasto giardino.
Il primo corpo fu costruito nel XIV secolo, ampliato e abbellito nel nei primi decenni del 1400 per volontà del Cardinal Branda, conserva ancora preziosi affreschi di scuola lombarda e lavori di maestri toscani.

La seconda parte di edificio fu fatta erigere dal Porporato nei primi decenni del XV secolo; fu poi ampiamente rimaneggiata nei secoli successivi con una serie di interventi che hanno interamente modificato la sua primaria concezione architettonica.

Monastero di Torba

Immerso nei verdi boschi del Varesotto, ai piedi del parco archeologico di Castelseprio, il complesso monumentale di Torba è testimone di una vicenda più che millenaria. Avamposto militare del tardo impero romano, poi in mano ai Goti e ai Longobardi (con torre e cinta difensiva del secolo V e VI), Torba fu quindi pio luogo di preghiera e di lavoro di religiose benedettine (con chiesa dei secoli VIII-XIII e sede monastica). Abbandonato dalle monache nel 1453, fu successivamente adibito a cascina rurale. Nella torre sono conservati rari e importanti affreschi della fine dell’VIII secolo.

Monastero di Cairate

Per circa un millennio il Monastero, che possedeva i 2/3 del territorio cairatese e i 4 mulini, è stato il centro economico e sociale di Cairate.
La vita claustrale diventò una regola solo dopo la Controriforma, non devono perciò meravigliare le conseguenze della vicinanza con lo “xenodochio” dove trovavano ospitalità viandanti e pellegrini.
La tradizione vuole che il Barbarossa, la notte prima della battaglia di Legnano, abbia fatto sostare il suo esercito nella piana di Cairate e lui sia stato ospitato nella foresteria.
Questa fu l’occasione in cui le monache si sdebitarono per un privilegio avuto nel 1158. Inevitabile dopo Legnano, l’aumentata influenza di Milano, dapprima con i Torriani e poi con i Visconti, dopo la distruzione di Castelseprio nel 1287.

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